80 GENITORI DI CAMPOMORONE PRIMI FIRMATARI DI UN APPELLO CONTRO CO.CIV NELLE SCUOLE

L’appello puo’ (e sarebbe bene) essere preso da altri genitori -e non-, modificato a piacimento e divulgato in altri istituti scolastici. In fondo al testo, inoltre, riportiamo il comunicato uscito qualche giorno fa dal Coordinamento comitati no Gronda.

Il “progetto educational per la scuola primaria” di Co.Civ rappresenta quanto di piu’ deplorevole questi loschi personaggi potessero estrarre dal cilindro.
Nei giorni scorsi sono state moltissime le reazioni di indignazione (da parte di genitori, comitati, associazioni sindacali ..) a questo tentativo di operazione di lavaggio del cervello sulla parte più indifesa della nostra società.
Anche a Campomorone la notizia è passata tutt’altro che inosservata, immediatamente alcuni genitori hanno scritto un testo in cui si chiede alle figure preposte di impedire che Co.Civ possa entrare all’interno dei nostri istituti scolastici.
In pochi giorni, con il passaparola, sono oltre ottanta i genitori che a Campomorone hanno sottoscritto l’appello. Nei prossimi giorni verrà inviato a chi di dovere e divulgato all’uscita delle scuole del Comune in modo che tutti i genitori ne siano a conoscenza e possano unirsi alla richiesta.
I bambini a cui vorrebbero insegnare la magnificenza delle grandi opere sono proprio coloro che già pagano più di tutti il progressivo peggioramento della qualità della vita che l’apertura dei cantieri del Terzo Valico sta causando: strade rese pericolose da un numero impressionante di camion, polvere e rumore, colpiscono prima di tutti loro.
In futuro saranno loro a pagare i conti dello sperpero di enormi quantità di denaro pubblico e della distruzione del territorio in cui cresceranno.
Anche e soprattutto per dare un’opportunità ai bambini occorre fermare Terzo Valico e grandi opere.
Di seguito il testo dei genitori di Campomorone e il “progetto educational” di Co.Civ.

No tav-terzo valico valpolcevera e valverde

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Al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Campomorone – Ceranesi sig. Mario Persi,
A tutti gli insegnanti delle scuole elementari di Campomorone,
All’Ufficio Pubblica istruzione del Comune di Campomorone,
All’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria

Ci giungono in questi giorni notizie di un progetto che il Cociv ( consorzio costruttore del Terzo Valico dei Giovi ) intende promuovere in 200 scuole sul territorio ligure e piemontese: con esso si propone di divulgare fra i giovani alunni delle scuole elementari, e le loro famiglie “consenso e conversazioni positive” intorno al Terzo valico e alle grandi opere in generale, riteniamo perciò opportuna la stesura di questa lettera.
Questa lettera vuole essere un appello a voi che occupate le posizioni necessarie per impedire l’avvio di questo progetto.
Per stessa ammissione di Cociv questa iniziativa dovrebbe essere mirata a creare consenso intorno alla costruzione del Terzo valico, investendo i giovanissimi studenti con informazioni faziose e di parte, fornendo loro del materiale “ludico – didattico” per insegnare, giocando, quanto siano belle le grandi opere, invitandoli poi a portare in famiglia tutta questa positività con cui Cociv intende inquadrarli.
Riteniamo questa iniziativa di una gravità assoluta, perché coinvolge la parte più indifesa della nostra società, che ancora non possiede tutti gli strumenti e le informazioni necessarie per valutare ciò che verrà loro raccontato.
Vi chiediamo perciò di valutare bene voi l’opportunità di permettere a funzionari di Cociv di elevarsi ad educatori: funzionari di aziende coinvolte in una miriade di reati ambientali, fiscali e contro le persone, che davvero non hanno nulla da insegnare ai nostri figli.
Consentire ad una azienda privata di entrare nella scuola pubblica per promuovere il suo prodotto, realizzato in un contesto così torbido e controverso, va davvero contro le regole del buon senso e nulla ha a che vedere con la formazione e l’educazione degli alunni delle elementari, ma anzi, assomiglia molto ad un tentativo di lavaggio del cervello per scongiurare future contestazioni che potrebbero interferire col profitto che queste opere portano ai relatori di questi corsi.
Spesso assistiamo a dibattiti, anche a livello nazionale, su quanto sia importante offrire ai bambini un ambiente scolastico degno e rispettoso di tutte le sensibilità, crediamo quindi che questa sia l’occasione giusta per salvaguardare l’integrità dei bambini dalle ingerenze degli adulti e siamo certi che, aldilà di ciò che possiate pensare sul Terzo valico, converrete con noi che i nostri bambini vadano lasciati fuori da questa “operazione simpatia”.

Saluti.

Genitori di Campomorone primi firmatari dell’appello.

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3 Responses to 80 GENITORI DI CAMPOMORONE PRIMI FIRMATARI DI UN APPELLO CONTRO CO.CIV NELLE SCUOLE

  1. valpolcevera says:

    Comunicato CUB Scuola Università Ricerca

    PROPAGANDA DELLE ” GRANDI OPERE ” NELLA SCUOLA: È PASSATO IL TEMPO DEI BALILLA !!!
    Terzo Valico: un consorzio di aziende private pretende di utilizzare la scuola pubblica come palcoscenico pubblicitario e propagandistico a favore delle “grandi opere” mentre nelle stesse regioni coinvolte dall’operazione, Liguria e Piemonte, appare evidente la necessità di opere realmente utili a tutela del territorio e della vita e dei beni dei cittadini.
    Credevamo, e continuiamo a pensare, che la scuola pubblica debba essere il luogo dove si opera per un sapere libero da interessi economici, politici, comunque di parte.
    Non così la pensano i dirigenti del COCIV Consorzio Collegamenti Integrati Veloci composto dalle società di costruzioni Salini-Impregilo (64%), Società Italiana Condotte d’Acqua (31%), CIV (5%), la società che è Il General Contractor incaricato della
    progettazione e costruzione del Terzo Valico.
    Il COCIV propone infatti, riprendiamo dal loro dépliant, “…un progetto educational (l’inglese nel testo serve a rendere più “autorevole” la proposta) per le scuole primarie delle province di Alessandria, Asti, Genova, Imperia, La Spezia e Savona finalizzato a COSTRUIRE CONSENSO E CONVERSAZIONI POSITIVE (sic) attorno alle grandi opere come strumenti utili per la crescita del “sistema paese”. Il progetto parla delle gradi opere e in particolare del Terzo Valico….adottando il concept dell’apertura dell’Italia all’Europa e si concretizza nell’immagine di un percorso di scoperta ed esplorazione.”
    COCIV non si risparmia nell’impresa, ha preparato 1000 kit mediatici disciplinari da distribuire in oltre 200 scuole, organizza workshop per i docenti che dovranno, lo dicono loro, fungere da passaparola, organizza un concorso a premi, ha preparato una campagna di indottrinamento degna di miglior causa.
    In sintesi, ma vale la pensa di leggere bene il loro dépliant che alleghiamo, COCIV si propone di orientare docenti, studenti, famiglie a sostegno del Terzo Valico con il sostegno degli enti locali.
    Siamo di fronte, insomma, ad un esempio evidente di utilizzo della scuola pubblica come palcoscenico per il lancio di una grande opera volta a garantire profitti al COCIV e non ad un effettivo confronto con la popolazione, i movimenti a difesa del territorio, l’opinione pubblica.
    La CUB Scuola Università Ricerca rileva che questo progetto va rispedito al mittente, invita i collegi docenti, le assemblee sindacali, i delegati sindacali di scuola, le associazioni degli studenti e dei genitori a mobilitarsi contro la trasformazione della scuola pubblica in un luogo di pubblicità e propaganda, organizzerà iniziative di contrasto a questa operazione.
    La CUB Scuola Università Ricerca invita inoltre i dirigenti scolastici a non farsi strumenti di un’iniziativa che con la scuola pubblica non ha nulla a che vedere e che ne snatura le funzioni e i compiti e valuterà le possibili azioni legali contro questo genere di manovre.
    Gli insegnanti e gli alunni non sono, non devono essere, una massa di manovra piegata agli interessi del grande capitale!
    Per la CUB Scuola Università Ricerca
    Il Coordinatore Nazionale
    Cosimo Scarinzi

  2. valpolcevera says:


    A quanto si apprende dai giornali il consorzio Cociv, che si occupa di costruire il terzo valico a Genova e in Piemonte, sta pensando di attivare un progetto di intervento negli istituti scolastici, concentrato soprattutto nelle scuole primarie della Liguria e del basso Piemonte.
    Il progetto prevederebbe interventi che vanno dalla descrizione delle grandi opere allo sviluppo di quella che “loro” chiamano cultura del progresso. In questo modo, si legge, si vuole evitare lo sviluppo di una contrapposizione tra cittadinanza e il consorzio, per evitare che l’opposizione al terzo valico diventi importante come succede per la TAV in Val di Susa. Tutto questo con il contributo economico degli enti locali che, a quanto dicono, non hanno un euro da spendere per l’istruzione pubblica, ma i soldi per finanziare questo progetto potrebbero trovarli.
    Ovviamente, non è la prima volta che i privati entrano nelle scuole propagandando progetti la cui utilità è per lo meno oggetto di controversie. Come sempre, i progetti sono accompagnati da finanziamenti che comporteranno la distribuzione di kit didattici e materiale scolastico.
    Questo fenomeno di sovrapposizione tra il progetto di scuola pubblica garantito dalla Costituzione e gli interessi privati è di per sé pericolosissimo, ma in questo caso siamo in presenza di un salto di qualità che non ci deve lasciare indifferenti.
    Il progetto del terzo valico ferroviario è da anni contestato anche duramente da associazioni, comitati di lotta, organizzazioni ambientaliste e per i beni comuni, forze politiche. Qualunque sia l’atteggiamento di ciascun docente e ciascun genitore rispetto all’utilità del terzo valico ci sembra particolarmente pericolosa l’idea che un progetto così controverso diventi oggetto di propaganda nei confronti di studenti giovani che non hanno ancora maturato sufficiente senso critico. Più che informazione, l’ipotesi prospettata dal Cociv ci sembra propaganda: una cosa che nella scuola pubblica non dovrebbe avere nessun diritto di cittadinanza.
    Ovviamente è vero che la contrapposizione tra popolazioni contrarie al terzo valico e il consorzio costruttore ha toccato spesso alti livelli di opposizione; questo è accaduto nonostante una informazione a senso unico, intenta quasi esclusivamente a propagandare le ragioni di un’opera controversa. Questo scontro è dovuto ad una netta divergenza di interessi tra chi pensa che il progresso sia la costruzione di una ferrovia per merci che nessuno produce o scambia e chi invece pensa che i soldi pubblici debbano servire per i trasporti, per la sanità o per la scuola pubblica. Questa contrapposizione è un dato oggettivo e ogni tentativo di forzare con la propaganda il risultato di un dibattito pubblico va contro ogni idea di scuola pubblica, democratica e civile.
    Alcuni anni fa, il Cociv finì su tutti i giornali perché tentò di sfrattare una scuola pubblica (la scuola primaria di Villa Sanguineti) per costruire uffici dove avrebbero lavorato tecnici pagati da una ditta la cui cultura della legalità e della democrazia non gli ha impedito di essere condannata per devastazione
    ambientale.
    Oggi, dopo la resistenza delle famiglie e dei docenti della scuola di Villa Sanguineti, il Cociv tenta di recuperare il rapporto con la scuola attraverso la propaganda. E’ difficile immaginare cosa ci sia di democratico o civile in un intervento in cui si spiega che è giusto espropriare case, terreni, scuole per costruire un treno probabilmente inutile, spendendo soldi che non ci sono per nessun altro servizio alla popolazione. Il progetto, inoltre, a nostro parere contrasta con le indicazioni ministeriali in merito all’educazione a uno sviluppo sostenibile.
    E’ una operazione troppo spregiudicata per poter essere accettata. Per questo invitiamo docenti, sindacati, associazioni genitori e di studenti a rifiutare questo intervento firmando il nostro appello.

    Genitori, Studenti, Docenti e Lavoratori della scuola e del sociale – Genova
    scrivici a scuolapubblica@inventati.org

  3. valpolcevera says:

    dal Coordinamento dei Comitati NoGronda!

    Spett.le
    Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria
    Via Assarotti 40
    16122 Genova

    uspge@postacert.istruzione.it
    rosaria.pagano.ge@istruzione.it

    Egregio Direttore Generale,

    in relazione all’iniziativa promossa da COCIV denominata “Progetto Educational per la scuola primaria Destination Europe”, finalizzato a “…costruire consenso attorno alle grandi opere”, alla quale in questi giorni è stato dato ampio risalto sui mezzi di comunicazione locali, desideriamo esprimerle il nostro forte dissenso sull’eventuale utilizzo della scuola pubblica per scopi diversi dalla didattica, con la quale l’operazione in oggetto ci sembra avere finalità per nulla correlabili.

    Come genitori responsabili ed informati, desideriamo non essere estromessi dal nostro ruolo di educatori e vorremmo che i nostri figli imparassero ad apprezzare i valori della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente seguendo gli insegnamenti delle loro famiglie. Non riteniamo che questi valori possano essere compatibili con le attività lucrative poste in essere da un Consorzio di aziende private il cui scopo è costruire grandi opere che, a nostro avviso, mettono a rischio la qualità della vita e dell’ambiente in cui i nostri figli dovranno costruire il loro futuro.

    Riteniamo che spetti ai genitori ed alle famiglie adempiere alla difficile missione di trasmettere la giusta sensibilità per i questi valori morali, e sociali, e non ad una preventiva operazione di “costruzione del consenso verso le grandi opere” che più assomiglia ad una precoce operazione di condizionamento pubblicitario nei confronti di giovani la cui presa di coscienza sulle problematiche ambientali e sociali è in piena fase di formazione.

    Per tutto questo, considerato anche la delicatezza e la complessità del tema delle “grandi opere” – che è molto dibattuto e, talvolta, conflittuale sia nei rapporti con le Istituzioni che con chi, come il COCIV, pretenderebbe di realizzarle – e constatato come tale progetto sia in forte contrasto con una delle principali finalità della scuola pubblica, ossia l’acquisizione di «capacità di pensiero riflessivo e critico» e della «autonomia ed indipendenza di giudizio», desideriamo invitarla a non promuovere o diffondere nella scuola pubblica l’iniziativa “Destination Europe”, in quanto a nostro avviso profondamente incompatibile con le finalità educative dell’istituzione scolastica.

    La informiamo che, qualora l’iniziativa dovesse essere approvata per la diffusione in qualunque scuola di ogni ordine e grado della Liguria, la nostra moralità, l’attaccamento all’ambiente, al territorio e soprattutto, l’amore per i nostri figli ci porteranno a percorre con il massimo della determinazione ogni via legale utile a scoraggiare in maniera esemplare questo ed ogni altro tentativo di privilegiare altri valori di natura economica.

    Coordinamento dei Comitati NoGronda!

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